Stipsi
La stipsi non è un segno clinico nè tanto meno una malattia: è solo un sintomo soggetto alle più svariate interpretazioni. Non esiste ancora un'adeguata definizione di stipsi, nonostante il grande interesse per il problema mostrato dai medici. Tra le prime definizioni, nel 1980, vi era quella di definire stitica una persona quando non riesce a defecare senza sforzo almeno una volta al giorno, ma tale posizione apparve molto limitativa. Attualmente si accetta che un soggetto sano, che segua una dieta occidentale, abbia almeno tre scariche alvine alla settimana e che possa avere difficoltà nell'espulsione delle feci in meno di un quarto delle evacuazioni.

La stipsi cronica è un sintomo abbastanza frequente, e se ne può ipotizzare una prevalenza globale intorno al 15% nella popolazione italiana: risulta molto più frequente nelle donne rispetto che negli uomini, e la prevalenza aumenta con l'età.

La stipsi può essere la conseguenza di un'errata alimentazione, di dolore anorettale derivante da emorroidi o ragadi anali, dell'assenza di sforzo addominale per l'espulsione delle feci dall'ano ("manovra di Valsalva inadeguata"), di disturbi latenti come quelli che interessano la motilità, il morbo di Hirschsprung, il diabete e l'ipertiroidismo, o causata dall'utilizzo di farmaci quali analgesici, anticolinergici, diuretici, antiparkinsoniani o dalla sospensione dell'uso di lassativi, o dall'incapacità di riconoscere la pienezza del retto in seguito a danni neurologici o a disturbi psicologici.
Vi sono infine dei casi, molto rari, senza una causa evidente, resistenti a qualunque tipo di trattamento. Talvolta neppure i clisteri riescono a provocare la defecazione. Questa avviene solo con i lassativi, ma, a seguito dell'uso continuo diventa via via necessario assumerne dosi sempre maggiori per ottenere un risultato soddisfacente.

 

Dolore pelvico
 
Rappresenta il dolore ad aree pelviche o ad altri organi correlati (es. dolore nella regione anale, dolore ai genitali,...), e può essere associato o meno a disturbi urologici e/o intestinali funzionali. Questo dolore lo si può ridurre o eliminare creando delle parestesie che coprono l'area dolorante.  

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